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Stressati o sdraiati? Solo in cerca di lavoro

Come sono i giovani oggi? Come si approcciano al mondo del lavoro? Domande a cui il libro di Antonella Salvatore cerca di rispondere

Un titolo molto azzeccato che fotografa i giovani di oggi, spaesati, stressati e alcuni di loro “sdraiati”, ma fondamentalmente “solo” in cerca di lavoro.

Un acuto punto di vista della situazione italiana troppo rilassata su un modo di ricercare il lavoro non più attuale e l’incapacità di governare in maniera consapevole gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo che ci allontana dagli altri paesi europei. Solo per fare un esempio, in Europa l’orientamento professionale è una disciplina presente nelle scuole superiori al pari della matematica o della letteratura. In Italia manca del tutto; per favore, non consideriamo l’alternanza scuola lavoro come uno strumento di orientamento professionale perché non lo è se non in minima parte. Ciò però che è più debole nel nostro Paese è l’approccio culturale al lavoro. 

Antonella Salvatore descrive con grande maestria quali sono i problemi e le pratiche sbagliate italiane e sa delineare la possibile via d’uscita. Un cambiamento non semplice però, una modifica alla nostra concezione della società che si attua mettendo mano alla nostra quotidianità, alla nostra educazione civica, al modo in cui affrontiamo le cose. 

L’autrice è Direttore del Center for Career Services and Continuing Education e Professore della John Cabot University di Roma. E’ inoltre fondatrice dell’Osservatorio Cultura Lavoro, uno spazio editoriale online che, come riporta la presentazione della pagina Facebook dedicata, «ha l’obiettivo di studiare il mercato del lavoro non tanto da una angolazione prettamente numerica, quanto piuttosto da una prospettiva culturale ed educativa.» 

Tre capitoli per tre tematiche urgenti e spinose: l’Italia del condono e del posto fisso, dove si analizza la base culturale che purtroppo prevede ancora molte possibilità di farla franca agendo nella furbizia (il condono è una delle principali pratiche legali che persegue questo modo sbagliato di approccio alle cose); quanto ci conosciamo? L’idea di porsi delle domande per migliorare la nostra condizione umana e lavoratrice è alla base di un sviluppo personale e sociale; l’Italia del futuro, ovvero cosa ci aspetta nell’imminente panorama professionale che sta diventando sempre più globale e internazionale. 

Un’analisi che ci invita ad avere una visione di tipo long term, tipica di tutti i Paesi civilizzati e industrializzati e che favorisce la presa di coscienza e l’importanza di porsi degli obiettivi strategici per la propria carriera. Un approccio che si contrappone a quello short term tipico della situazione attuale in cui si tende di ricercare il lavoro solo grazie a conoscenze, o inviando a pioggia il proprio cv, senza una minima attenzione al tipo di azienda e alla costruzione della propria identità, meno che mai ad un’attività di pianificazione e strategia. Si cerca un appoggio dallo Stato e quando questo Stato non ce lo dà, siamo tutti a gridare a gran voce un reddito di cittadinanza o un sussidio di disoccupazione perché l’italiano crede che sia lo Stato che ci deve garantire questi servizi, ma in realtà non è così. Non si pensa mai che ognuno è responsabile della propria posizione pubblica, di quello che può e deve fare per migliorare se stesso e l’ambiente in cui vive. 

L’altro aspetto fondamentale emerso dal libro è la ricerca spasmodica del posto fisso come unica alternativa per avere una vita di successo. E’ evidente invece il contrario ovvero in un momento come quello che stiamo vivendo viene premiata più l’intraprendenza e la flessibilità di ruoli e posizioni piuttosto che la staticità e la poca dinamicità di un unico posto di lavoro.

Una lettura breve ma stimolante che riesce a colpire al cuore il metodo poco innovativo ed efficace di come ricerchiamo e viviamo il lavoro. Vi consiglio di leggere il libro il prima possibile per correre subito ai ripari ed imparare a essere consapevoli delle opportunità che, se sfruttate a dovere, sappiamo cogliere nella nostra carriera professionale. 

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