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Il #lavorobenfatto di Vincenzo Moretti

Qualche giorno fa ho incontrato Vincenzo Moretti.

Chi si informa regolarmente sulle tematiche del lavoro o se è incuriosito dai grandi personaggi che gravitano sul web che parlano di questi argomenti, lo conoscerà già, visto che è famoso per aver ideato il manifesto del #lavorobenfatto.

È stato un incontro importante per me e per la mia attività. Ho potuto parlare molto con lui, o meglio più lui con me che viceversa perché io tendevo ad ascoltare con ammirazione e stima la sua storia e tutto il suo percorso che l’ha condotto a teorizzare il #lavorobenfatto e a scrivere il suo ultimo libro Novelle Artigiane.

E’ stato un incontro di scoperta e di amicizia, sì perché, come scrive Vincenzo nel suo blog, il web permette anche questo, di trovare nuove vere amicizie e ampliare la nostra rete di conoscenze per fini comuni.

Insomma, nell’ultimo mese ho letto il suo libro perché mi incuriosiva molto e soprattutto per prepararmi all’incontro con lui. Avrei letto il libro e gli avrei fatto alcune domande per scrivere un’intervista sul blog. Non è andata così… Ora ti spiego.

Ogni giorno che proseguivo la lettura del libro pensavo: “Certo che questo passaggio è veramente interessante, anch’io ho sempre pensato così, ma non avrei saputo descriverlo meglio” oppure “Come ho fatto a non pensarci prima… è vero!”. Insomma una lettura alla scoperta di ciò che forse già conoscevo ma non sapevo tradurre a parole, oppure ciò che provavo nei confronti del lavoro, ma non riuscivo a dargli voce, o a dargli una narrazione eccellente ed emozionale come la sua.

Il tutto riassunto in quella bella parola #lavorobenfatto, che al giorno di oggi è anche molto attrattivo per la presenza di quel cancelletto che ne costruisce il forte ideale, tutto attaccato, perché non esiste lavoro se non quello ben fatto.

Non ho ancora detto perché è avvenuto questo incontro. Un’amica, Chiara Serreli, una grande lavoratrice entusiasta e instancabile, mi contattò per chiedermi se avevo qualche nome importante da consigliarle per alcuni eventi di forte valenza culturale che aveva intenzione di organizzare per il Consorzio Le Bocchette (un consorzio di imprese dell’area industriale omonima a Capezzano Pianore nella provincia di Lucca), di cui lei è direttore. Non ebbi dubbi e le proposi subito Vincenzo Moretti. Lei gli telefonò e lui subito mostrò il suo interesse e la sua disponibilità.

Ecco che giovedì 26 luglio alle ore 20.00 a Lido di Camaiore lo incontrai e condividemmo una cena prima dell’incontro con il pubblico.

Un uomo gigante, alto quasi 2 metri, come gigante è la sua esperienza e la sua saggezza. Un uomo che sembra uscito da un romanzo di Steinbeck, dai forti connotati mediterranei e napoletani. Ci siamo capiti subito, dal primo sguardo. L’ho incontrato con la sua splendida compagna di vita Cinzia Massa che è il suo angelo custode, una bella persona che chiunque vorrebbe avere accanto, dotata di un grande carisma e di una personalità tale da far sentire tutti a casa propria e che emana rispetto ed eleganza come pochi.

Durante l’incontro con il pubblico Vincenzo ha parlato di cose belle e buone. Ha raccontato di suo padre, di identità, di Primo Levi, di muratori e di camice abbottonate; di quanto è buona la pasta e fagioli se fatta bene e di spazzini a Londra. Ha parlato di verità, di convenienza e di bellezza. Il tutto con impeto, con un trasporto tale da lasciare il segno anche se lui dice che sarebbe potuta andare meglio. Perché la ricerca di un #lavorobenfatto non finisce mai, nella ricerca stessa sta il “benfatto”, poi si aggiungono il talento, l’organizzazione e il contesto.

Dicevo, quindi, che avrei voluto fargli un’intervista per lasciare un ricordo dell’incontro sul blog e invece non è andata così perché il tempo che ho passato con lui e con Cinzia è stato molto prezioso, non volevo “sciuparlo” con una banale intervista e domande sterili. E poi è stata questione di tempo! A volte è necessario fare una scelta su cosa sia meglio fare con il poco tempo che hai a disposizione con una persona. E ho scelto, insieme a Chiara, di fargli conoscere un po’ di storie del nostro territorio, due su tutte: quella artigiana e poetica dei carristi del Carnevale di Viareggio, grazie alla Fondazione che li supporta e all’esperta guida di Andrea Mazzi, e quella più privata di mio suocero, lavoratore infaticabile e tenace, capace di aggiustare migliaia di oggetti e crearne nuovi con pezzi di oggetti che non funzionano più.

Pensavo che queste storie lo coinvolgessero, e la sua curiosità, accompagnata dallo stupore di un bambino, mi hanno confermato il suo forte interesse. Chissà, forse, in futuro scriverà qualcosa sul suo blog su Nòva de Il Sole 24 ore di fatti e persone conosciute in questi giorni. Forse il suo sogno di creare un sistema del #lavorobenfatto che possa essere forte e potente più delle associazioni mafiose o della massoneria, troverà alimento anche da queste piccole e grandi esperienze condivise insieme, magari per un’ispirazione o solamente per un ricordo.

Un’ultima cosa, ti consiglio di comprare e soprattutto leggere il suo libro, perché se ne sentirà parlare molto in futuro.

Nella foto in copertina sono con: (da sinistra a destra) Cinzia Massa, Vincenzo Moretti, Chiara Serreli, Patrizia Quattrone e Francesco Tedeschi (due amici molto in gamba di FiordiRisorse, titolari di uno studio di consulenza del lavoro).

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