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L’importanza di un’esperienza all’estero

Quante volte nel mio lavoro mi chiedono se un’esperienza all’estero sia veramente necessaria per dare un tono al curriculum… Sicuramente è un’occasione molto importante per varie ragioni: la lingua, le competenze tecniche acquisite, le soft skills e la crescita personale in generale.

Innanzitutto il primo vantaggio è quello riferito al fatto che aver svolto un’esperienza all’estero porta dei benefici alla conoscenza della lingua. Aver svolto uno stage, un lavoro o un’attività di volontariato in un paese straniero significa che possiedi la padronanza della lingua del paese di riferimento. E’ difficile, infatti che un’azienda ubicata all’estero ti assuma o ti dia la possibilità di collaborazione se non conosci già ad un buon livello la lingua utilizzata. L’esperienza, serve quindi a “certificare” sul curriculum questa tua conoscenza più di qualsiasi attestato scolastico.

Il secondo aspetto rilevante è quello delle competenze tecniche acquisite. Andare a lavorare in un paese estero significa imparare una cultura aziendale e professionale diversa da quella che troveresti in un’azienda italiana. Si parla spesso dell’impostazione atipica di certe aziende danesi, per esempio, o dell’attenzione al welfare aziendale svedese, o ancora dei modi risolutivi dei processi aziendali tedeschi. Tutto questo rispeso un domani sul territorio italiano può dare molto ad un’azienda che ha interesse a rivolgere la sua attività all’estero oppure che vuol differenziarsi in un mercato molto competitivo.

Terzo punto riguarda l’acquisizione di soft skills utili in ambito professionale oltre che personale. Andare all’estero, trovarsi un alloggio, parlare una nuova lingua, organizzarsi la propria vita in un contesto culturale differente significa allenare lo spirito di iniziativa, di sopravvivenza e di autodeterminazione. Ma soprattutto saper affrontare la vita come una nuova sfida in cui mostrare entusiasmo e motivazione, le due principali qualità che le aziende ricercano nei candidati.

Ultimo punto è la crescita personale che un’esperienza all’estero favorisce. Se si è giovani affrontare un’esperienza del genere significa cambiare e il cambiamento stimola la resilienza (la capacità di far fronte a situazioni critiche) e l’adattabilità ad un luogo, ad un ambiente, a dei colleghi, favorendo l’empatia. Tutti elementi che vanno ad arricchire e formare l’uomo nei suoi aspetti personali e professionali. Tutto questo si amplifica se anziché il giovane è la persona più matura a compiere una scelta del genere.

La risposta quindi se un’esperienza all’estero sia necessaria è questa: non è indispensabile, ma fortemente efficace per una carriera di successo, una divina carriera per l’appunto.

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