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Come realizzare un curriculum (veramente) efficace

Il fatto che tu stia leggendo queste righe significa che ti trovi nella condizione di dover scrivere il tuo curriculum vitae. Forse per la prima volta, oppure per dare una nuova ventata di fresco a quello che hai scritto tempo fa. Considera subito che per fare un ottimo curriculum occorre avere del tempo a disposizione. Una volta che hai metabolizzato ciò possiamo partire. Bene cominciamo dall’inizio:

Grafica e template

Innanzitutto occorre decidere che tipo di curriculum ci serve. Dobbiamo porci subito delle domande… A chi devo inviarlo? Che tipo di azienda è? E’ una struttura che dirige la sua attività verso l’innovazione e lo sviluppo? E’ un ambiente dinamico e giovane? Possiede un’organizzazione verticale con dirigenti, quadri e impiegati oppure lavora per progetti attraverso un forte utilizzo del team? Una volta risposto a questo tipo di domande capirai che tipo di documento dovrai redigere, se un curriculum semplice, sintetico e minimamente grafico, oppure un modello dalla grafica accattivante e informazioni più analitiche. Bene, appurato il tipo di azienda e il tipo di posizione alla quale ti candidi, è possibile pensare subito allo stile grafico da utilizzare.

Si possono usare molti modelli o template presenti sui più comuni programmi di scrittura, come Word o Page, oppure ricorrere a qualche programma online che ti supporta nell’inserimento delle informazioni partendo da una cornice grafica già sviluppata. Alcuni ottimi template provengono da CraftCv, LiveCareer, ilCvperfetto e VisualCV (solo in inglese). Scegline uno e inizia a scrivere.

Lunghezza

Scrivere tutte le informazioni su di noi è un esercizio che ci porta a dover essere il più sintetici possibile, ma non per questo dobbiamo tralasciare le notizie che possono contribuire a dare una visione chiara delle nostre competenze o del nostro profilo professionale. Si dice che mediamente i selezionatori leggano i cv in 2 secondi. Sì, hai capito bene, giusto il tempo di leggere forse il nome e cognome. Perché questa media è così bassa? Perché se esistono recruiter che leggono in 2-3 minuti un curriculum, ve ne sono moltissimi altri che, ricevendone tantissimi in una sola giornata, cassano quei curriculum troppo lunghi o poco attrattivi da un punto di vista grafico. Una lunghezza accettabile è una pagina o al massimo due, per qualsiasi livello.

Foto

Si parte dalla foto. E’ importante sceglierla bene. La foto del curriculum è una foto fatta appositamente, non deve essere presa dai social, dalla carta di identità né tantomeno dai ricordi delle vacanze. Ci sono degli accorgimenti a cui attenersi come posizione frontale, abbigliamento coerente con la professione che andremo a svolgere, luce omogenea, sfondo e location neutri. E il sorriso… Bisogna imparare a mostrare un sorriso che vada oltre le pieghe della bocca all’insù, ma deve coinvolgere tutto lo sguardo facendo rivelare un’espressione solare e positiva. Per avere ulteriori consigli su quale foto adottare sul cv puoi vedere questo post.

Font, stile, colore e grandezza testo

La scelta del tipo di carattere e font che si intende utilizzare deve essere effettuata con le dovute attenzioni. Il font è quello che da il “carattere” (scusa il gioco di parole) al tuo curriculum, stabilisce lo stile e l’eleganza della presentazione. Anche la grandezza del carattere ha un impatto importante: testi troppo grandi hanno lo stesso valore dell’urlo come le parole scritte in stampatello. Il (non troppo) piccolo invece è sintomo di eleganza e precisione.

Informazioni personali

Si parte dal nome e cognome, si inserisce data e luogo di nascita, si inseriscono gli indirizzi di residenza e di domicilio. Ogni altra informazione è accessoria e non rilevante.

Contatti

E’ utile inserire tutti i possibili modi in cui puoi essere contattato: email, telefoni, messaggerie instantanee, profili social, pagine web. Attenzione a riportare solo i contatti in cui sei rintracciabile in un tempo breve, evita di mettere il profilo social che controlli una volta al mese oppure il numero di telefono fisso condiviso con altre persone, siano essi famigliari o coinquilini. Questo evita la possibilità che tua nonna parli del suo nipote preferito ad un futuro datore di lavoro o peggio che un tuo coinquilino ti giochi un brutto scherzo rispondendo in maniera superficiale o scocciata.

Personal statement, obiettivi professionali oppure ruolo professionale

E’ questo il “vero” inizio del cv. Come ci presentiamo? Preferiamo raccontare un po’ di noi attraverso le nostre competenze (personal statement) oppure vogliamo arrivare dritti al sodo indicando quali sono i nostri obiettivi o ruolo attuale? Sta a noi decidere e utilizzare il metodo preferito. Puoi trovare consigli per realizzare un personal statement efficace a questo post.

Esperienze professionali

Eccoci arrivati alla sezione più rilevante nel cv, quella delle esperienze pregresse di lavoro. Cosa inserire? Naturalmente tutte le esperienze professionali con contratto. Anche stage più lunghi di un mese se rilevanti. Se alle prime esperienze inserire anche quei lavori poco pertinenti con quanto richiesto, che possono dare ugualmente notizie su come siamo fatti e quali sono le nostre competenze trasversali e professionali primitive. Le informazioni necessarie sono il periodo dell’esperienza, il ruolo, il nome dell’azienda, la città e in alcuni casi specifici le mansioni svolte. E’ inutile riportare le mansioni di mestieri semplici o molto identificabili (per es. il cameriere, il postino o l’addetto alle vendite), mentre è il caso di specificare quando il ruolo è generico (direttore, presidente, impiegato, ecc.) o complesso (account executive, addetto allo sviluppo, junior assistant manager, responsabile di dipartimento, ecc.). Le esperienze vanno riportate dalla più recente alla più vecchia e NON viceversa.

Educazione e istruzione

Tutto quello che abbiamo imparato in gioventù o nei momenti di aggiornamento professionale va inserito in questa sezione rispettando sempre l’ordine cronologico inverso delle esperienze professionali. Si parte quindi dal titolo di studio recentemente conseguito, per poi arrivare fino al diploma o alla maturità. Naturalmente medie, primarie e scuole dell’infanzia non vanno riportate. Non devono essere riportate materie scolastiche studiate, esami universitari conseguiti né i rispettivi voti. E’ utile inserire le informazioni a corredo che possono comunicare al lettore specifiche competenze, per esempio l’argomento di tesi di laurea oppure se sei stato il rappresentante di classe o istituto.

Competenze linguistiche

E’ arrivato il momento di riportare il livello di conoscenza delle lingue straniere. Non dimenticare di riportare qual è la tua madrelingua, specialmente se invii il curriculum ad un’azienda dislocata in grandi città dove è forte la presenza multietnica e multiculturale. Poi partiamo in rassegna con le lingue straniere mettendole in ordine di conoscenza. Occorre darci un livello il più possibile vicino a quello che in realtà è. Posso capire che non sempre è facile autovalutarci, ma in rete esistono molti test gratuiti dove scoprire il proprio livello di conoscenza. Per esempio sull’inglese si può trovare un ottimo test di valutazione grazie al Cambridge English Language Assessment

Competenze digitali

Il curriculum europeo, che mi auguro tu abbia capito che è bene riporre nel cassetto, ha fatto però una cosa buona, ovvero quella di modificare le competenze informatiche in competenze digitali. In una società altamente informatizzata è più utile essere capaci di interagire con il sistema informatico piuttosto che limitarsi a saperlo usare. Diciamo quindi che stiamo andando oltre la mera conoscenza di Windows, Office, Outlook, ecc. valorizzando invece la capacità di saper creare contenuti per un blog, un social, un sito web, oppure saper dialogare correttamente con altri utenti su piattaforme quali Facebook, Twitter, Instagram, ecc. In questa sezione quindi è utile riportare i vari software e hardware conosciuti e il relativo livello, elencando anche le “attitudini” di interazione con gli stessi strumenti.

Competenze personali (organizzative, sociali, artistiche)

Questa è la parte più discorsiva del cv a meno che non si sia già detto molto nel personal statement iniziale. In tal caso puoi optare ad un semplice elenco delle competenze trasversali o delle attività extra-professionali e inserirle nel cv con un tocco di grafica (nuvole di parole, puntini, linee o quant’altro serva a dare l’idea del proprio livello di tale competenza). In questa area dovrebbero figurare anche gli hobby o gli interessi personali. Onde evitare di fare un elenco banale delle cose che ti piace fare il mio consiglio è quello di argomentare tali attitudini per “raccontare” qualcosa in più di te.

Pubblicazioni, progetti, certificati

Un profilo più senior avrà bisogno di riportare eventuali pubblicazioni o progetti sul curriculum. Questa è l’area migliore per farlo. Naturalmente si richiede ancora l’uso del consueto ordine cronologico inverso, ovvero dalla più recente pubblicazione o progetto al più vecchio. Per le pubblicazioni occorre riportare: anno di pubblicazione, autori o curatela, titolo dell’opera o del brano, casa editrice. Per i progetti è utile fornire il titolo, una breve (brevissima!) descrizione e eventuali partner o finanziatori del progetto. In questo spazio si inseriscono poi le certificazioni che possono essere le più svariate: da certificazioni tecniche di carattere professionale, a certificazioni di sicurezza alimentare, di primo soccorso, di guida.

Altre informazioni

Se hai seguito i consigli letti finora sicuramente avrai trovato un posto dove inserire le informazioni necessarie. Talvolta però alcuni profili professionali potrebbero richiedere ulteriori informazioni come iscrizioni ad albi, iscrizione a liste di disabilità, invalidità, ecc. oppure può essere il pretesto per scrivere l’eventuale partecipazione ad attività di volontariato, il forte interesse a determinate cause, ecc.

Privacy

Al termine di ogni curriculum inviato in Italia dovrebbe essere riportata la dicitura: “Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003”. Ciò permette all’azienda di inserire i tuoi dati nel loro database e di contattarti nel caso in cui il tuo profilo risulti in linea con quanto richiesto per una determinata posizione. La dicitura suddetta dovrebbe essere datata e firmata.

Check finale

Finalmente ho finito, dirai… Beh no. Questo è il momento più delicato. Nella scrittura si possono riportare molti errori di spaziatura, di punteggiatura, ancora peggio se ortografici o grammaticali. Ti consiglio di rileggerlo almeno due-tre volte e renderlo perfetto. Qua puoi trovare ancora ulteriori consigli. Inoltre è il momento di aggiungere le formattazioni, le migliorie grafiche e gli allineamenti necessari. Diciamo che adesso forse ci sei… non resta che salvarlo in pdf e allegarlo alla tua email di candidatura.

Good luck!

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