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5 errori comuni che si fanno in un curriculum

Ormai è cosa risaputa che il curriculum è forse lo strumento più importante per la ricerca lavoro. Da quel pezzo di carta si possono individuare caratteristiche personali in maniera molto forte, si possono intravedere competenze specifiche anche se non scritte, si può capire ben al di là delle evidenziate aspettative e ambizioni del candidato. Purtroppo però molte volte non viene redatto con la dovuta attenzione e vengono fatti molti errori. Vediamone i cinque più rilevanti:

 

1.       Non dare attenzione alla forma

Basta con i curriculum europei! Il formato europeo è importante, ma la finalità di applicazione deve essere diversa da quella di ricerca lavoro, piuttosto deve essere usato quando si partecipa a bandi europei come progetti Erasmus, scambi internazionali, ecc. oppure quando ci si candida a partecipare ad un concorso pubblico. È importante quindi usare un curriculum personalizzato, mantenendo le informazioni richieste, ma applicando qualche piccolo vezzo grafico (attenzione! A meno che non siate dei grafici professionisti non dilettatevi con disegni, infografiche o bordi audaci); basta una semplice linea sotto i titoli, un colore usato bene, oppure una formattazione del testo elegante. Ciò favorisce una personalizzazione delle informazioni e renderà unico il vostro curriculum.

 

2.       Errori ortografici e grammaticali

Prima di essere un professionista di qualsiasi settore è importante conoscere l’italiano o la lingua dell’area geografica alla quale vi riferite e quelle regole ortografiche e grammaticali che ci insegnano alle elementari, una i di troppo in parole come conoscenza, una doppia dove non ci sta, o un congiuntivo trasformato magicamente in indicativo sono segnali fortemente negativi che lasciano un alone di cattiva reputazione difficilmente recuperabile.

 

3.       Punteggiatura e spaziatura

Altra piaga sociale è l’uso sbagliato e distorto della punteggiatura e della spaziatura. Non dobbiamo essere tutti scrittori provetti, ma mettere una virgola al posto di un punto e virgola o addirittura di due punti può dare adito a fraintendimenti di senso. Inoltre è importante rispettare gli spazi quando si usa la punteggiatura. Solitamente dopo la parola, si mette il simbolo attaccato e poi uno spazio. Fanno eccezione le parentesi e i virgolettati che vanno posizionati vicini al testo contenuto, lasciando uno spazio prima dell’apertura parentesi/virgolettato e dopo la chiusura parentesi/virgolettato. Inoltre è importante essere quasi maniacali a non lasciare tra una parola e l’altra spazi di troppo: quando leggiamo e modifichiamo più volte quanto scritto può capitare di perdere per strada degli spazi, quindi occorre la massima attenzione perché un occhio (anche non esperto) lo nota subito.

 

4.       Foto non coerente

Quanti di voi hanno come foto sul curriculum la foto presa da Facebook o Instagram che vi ritraggono in momenti in cui siete felici e soprattutto “presi bene”? Ecco, la foto tratta dai social a meno che non sia quella di LinkedIn, non è consigliata, andrebbe scattata proprio una foto ad hoc per questo strumento.  Quale forma è la più corretta? Non c’è una regola uniforme, anche perché a seconda delle opportunità per cui ci proponiamo può essere più utile una figura intera piuttosto che un primo piano. Diciamo che solitamente si usa un mezzo busto frontale. Rifuggite foto in cui siete di profilo perché potreste dare l’idea di essere persone sfuggevoli, misteriose e che alla prima difficoltà scappano. Attenzione anche all’abbigliamento, va da sé che non è il caso di presentarci in costume da bagno o in tuta, ma neppure con l’abito del matrimonio. E’ indicato un vestito formale ed elegante che non ecceda nell’abito da cerimonia o da sera.

 

5.       La cronologia alla rovescia

I dati riportati sul curriculum dovrebbero essere scritti in ordine cronologico inverso ovvero dall’esperienza più recente alla più vecchia. Questo per favorire una lettura mirata a scoprire le ultime competenze acquisite dal candidato. Inoltre rende più chiara la coerenza generale delle attitudini e del percorso professionale.

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